domenica 10 febbraio 2013

Il Papa: L’uomo non è autore della propria vocazione, ma dà risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama. Bisogna avere fiducia nella sua forza che agisce proprio nella nostra povertà; bisogna confidare sempre più nella potenza della sua misericordia, che trasforma e rinnova



ANGELUS: AUDIO INTEGRALE DI RADIO VATICANA

Vedi anche:

Il Papa: sono vicino a tutti i malati. L'apprezzamento di Benedetto XVI per il Banco Farmaceutico (Izzo)


Il Papa: I primi discepoli seguirono Gesù fidandosi di Lui, fondandosi sulla sua Parola, accompagnata anche dai segni prodigiosi

Il Papa: insuccessi e difficoltà non scoraggino nell'annunciare il Vangelo (AsiaNews)

Il Papa. Dio non guarda la qualità dei chiamati, ma la loro fede

Il Papa all'Angelus: annunciare Cristo a tutti senza mai scoraggiarsi, è Dio che trasforma (Radio Vaticana)

Il tweet del Papa: siamo tutti peccatori, ma la misericordia di Dio ci rinnova


Il Papa: Dio non guarda alle qualità degli eletti ma alla loro fede. Un pensiero alla Cina che festeggia il Capodanno lunare (Izzo)

LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS , 10.02.2013

Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

PRIMA DELL’ANGELUS  

Cari fratelli e sorelle!

Nella liturgia odierna, il Vangelo secondo Luca presenta il racconto della chiamata dei primi discepoli, con una versione originale rispetto agli altri due Sinottici, Matteo e Marco (cfr Mt 4,18-22; Mc 1,16-20). La chiamata, infatti, è preceduta dall’insegnamento di Gesù alla folla e da una pesca miracolosa, compiuta per volontà del Signore (Lc 5,1-6). Mentre infatti la folla si accalca sulla riva del lago di Gennèsaret per ascoltare Gesù, Egli vede Simone sfiduciato per non aver pescato nulla tutta la notte. Dapprima gli chiede di poter salire sulla sua barca per predicare alla gente stando a poca distanza dalla riva; poi, finita la predicazione, gli comanda di uscire al largo con i suoi compagni e di gettare le reti (cfr v. 5). Simone obbedisce, ed essi pescano una quantità incredibile di pesci. In questo modo, l’evangelista fa vedere come i primi discepoli seguirono Gesù fidandosi di Lui, fondandosi sulla sua Parola, accompagnata anche da segni prodigiosi. Osserviamo che, prima di questo segno, Simone si rivolge a Gesù chiamandolo «Maestro» (v. 5), mentre dopo lo chiama «Signore» (v. 7). E’ la pedagogia della chiamata di Dio, che non guarda tanto alle qualità degli eletti, ma alla loro fede, come quella di Simone che dice: «Sulla tua parola getterò le reti» (v. 5).
L’immagine della pesca rimanda alla missione della Chiesa. Commenta al riguardo sant’Agostino: «Due volte i discepoli si misero a pescare dietro comando del Signore: una volta prima della passione e un’altra dopo la risurrezione. Nelle due pesche è raffigurata l’intera Chiesa: la Chiesa come è adesso e come sarà dopo la risurrezione dei morti. Adesso accoglie una moltitudine impossibile a enumerarsi, comprendente i buoni e i cattivi; dopo la risurrezione comprenderà solo i buoni» (Discorso 248,1). L’esperienza di Pietro, certamente singolare, è anche rappresentativa della chiamata di ogni apostolo del Vangelo, che non deve mai scoraggiarsi nell’annunciare Cristo a tutti gli uomini, fino ai confini del mondo. Tuttavia, il testo odierno fa riflettere sulla vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Essa è opera di Dio. L’uomo non è autore della propria vocazione, ma dà risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama. Bisogna avere fiducia nella sua forza che agisce proprio nella nostra povertà; bisogna confidare sempre più nella potenza della sua misericordia, che trasforma e rinnova.
Cari fratelli e sorelle, questa Parola di Dio ravvivi anche in noi e nelle nostre comunità cristiane il coraggio, la fiducia e lo slancio nell’annunciare e testimoniare il Vangelo. Gli insuccessi e le difficoltà non inducano allo scoraggiamento: a noi spetta gettare le reti con fede, il Signore fa il resto. Confidiamo anche nell’intercessione della Vergine Maria, Regina degli Apostoli. Alla chiamata del Signore, Ella, ben consapevole della sua piccolezza, rispose con totale affidamento: «Eccomi». Col suo materno aiuto, rinnoviamo la nostra disponibilità a seguire Gesù, Maestro e Signore.

DOPO L’ANGELUS  

Oggi, vari Popoli dell’Estremo Oriente festeggiano il capodanno lunare. Pace, armonia e ringraziamento al Cielo sono i valori universali che si celebrano in questa lieta circostanza e sono desiderati da tutti per costruire la propria famiglia, la società e la nazione. Auguro che si possano compiere per quei Popoli le aspirazioni di una vita felice e prospera. Invio un saluto speciale ai cattolici di quei Paesi, affinché in quest’Anno della fede si lascino guidare dalla saggezza di Cristo.

Domani, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, ricorrerà la Giornata Mondiale del Malato. La celebrazione solenne avrà luogo nel Santuario mariano di Altötting, in Baviera. Con la preghiera e con l’affetto sono vicino a tutti i malati e mi unisco spiritualmente a quanti si raduneranno in quel Santuario, a me particolarmente caro.

Chers pèlerins francophones, la Journée mondiale du malade célébrée demain nous invite à être attentifs aux personnes qui souffrent. Par l’affection et l’aide que nous leur apportons, elles peuvent retrouver l’espérance et la confiance en Dieu qui les aime. Jésus nous a demandé de visiter les malades (cf. Mt 25,36). Profitons de l’Année de la foi pour approfondir le sens véritable de ce geste qui ne sépare pas la foi de la charité ! Que la Vierge Marie, Notre Dame de Lourdes, nous accompagne durant le Carême qui va commencer. Bon dimanche à tous !

I am pleased to greet all the visitors present at today’s Angelus, especially the young people of Saint Patrick’s Evangelisation School, London. In today’s Gospel, the crowds press round Jesus, "listening to the word of God". May we too listen attentively to Jesus’ words, as he calls us, like Simon Peter, to go out fearlessly and draw others to Christ. Godblessyouandyourlovedones!

Ganz herzlich grüße ich alle Brüder und Schwestern deutscher Sprache, und mein besonderer Gruß geht von hier aus auch zu allen Kranken und zu jenen, die sich morgen zum Weltkrankentag in Altötting im Gebet versammeln. Den Weltkrankentag begeht die Kirche jedes Jahr am 11. Februar, dem Gedenktag Unserer Lieben Frau zu Lourdes. In Lourdes zeigte sich die Muttergottes dem armen Mädchen Bernadette Soubirous und wies auf eine Quelle hin, an der viele Kranke geheilt wurden. Maria will den Armen, Kranken und Bedürftigen aller Zeiten nahe sein und mit ihnen den Weg zu Christus, der Quelle des Lebens, gehen. Euch und eure Lieben, besonders die Kranken, empfehle ich der Fürsprache Mariens,  Heil der Kranken und der Mutter allen Trostes. Gott segne euch alle!

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española, en particular a los grupos venidos de la Archidiócesis de Oviedo, así como a los que se unen a través de los medios de comunicación social. Hoy san Pablo nos muestra el núcleo de la predicación del Evangelio en el que estamos fundados: «Cristo murió por nuestros pecados, fue sepultado y resucitó al tercer día, según las Escrituras». Ésta es la fe a la que hemos adherido y que estamos llamados a trasmitir. Pidamos a la Santísima Virgen María que nos ayude a ser testigos de este mensaje de salvación y podamos ver, en nuestro trabajo diario por la edificación del Reino de los cielos, la gracia de Dios que actúa en nosotros. Feliz Domingo.

Lepo pozdravljam vernike iz Mute, Trbonj in drugih krajev Slovenije! V letu vere ste poromali v mesto, kjer sta svojo zvestobo Kristusu s krvjo izpričala apostola Peter in Pavel. Po njuni priprošnji naj bo trdna tudi vaša vera, da vas, kakor pravi sv. Pavel, ne bodo zanašali vetrovi krivih naukov in da boste dejavni v ljubezni do bližnjega. Naj bo z vami moj blagoslov!

[Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli da Muta, Trbonje ed altri luoghi della Slovenia! Nell’anno della Fede siete venuti in pellegrinaggio nella città in cui i Ss. Apostoli Pietro e Paolo hanno testimoniato con il sangue la loro fedeltà a Cristo. Per la loro intercessione sia salda anche la vostra fede affinché, come dice S. Paolo, non siate trasportati qua e là dalle false dottrine, e affinché portate abbondati frutti di carità verso il prossimo. Vi accompagni la mia Benedizione!]

Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. Jutro będziemy obchodzili XXI Światowy Dzień Chorego. Jednocząc się z pielgrzymami zgromadzonymi w sanktuarium w Altötting, Maryi Pannie Łaskawej zawierzam wszystkich chorych na całym świecie oraz tych, którzy z miłością niosą im pomoc. Niech wyprasza ulgę dla cierpiących, siłę ducha dla samarytan, a dla wszystkich Boże błogosławieństwo.

[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Domani celebreremo XXI Giornata Mondiale del Malato. Unendomi ai pellegrini radunati nel santuario di Altötting, affido a Maria Vergine delle Grazie tutti i malati nel mondo e coloro che con amore gli portano aiuto. Ai sofferenti ottenga il sollievo, ai samaritani la forza dello spirito e a tutti la benedizione di Dio.]

Infine, saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli venuti da Solbiate Olona, Genova, Sottomarina, Roseto degli Abruzzi e Torino di Sangro. Salutoi cresimandi di Conselve, Cavenago d’Adda,Robilante e Piana di Valdagno, con i genitori e i catechisti; i ragazzi di Mattarello e Brescia; i ministranti di Caravaggio; i giovani di Como, Lipòmo eAltavilla. Vorrei anche esprimere apprezzamento per l’iniziativa chiamata "Banco Farmaceutico", che ieri ha effettuato la raccolta di farmaci in Italia, Spagna e Portogallo. A tutti auguro una buona domenica, una buona settimana. Buona domenica. Grazie!.

© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana

Nessun commento: